I punti d’immersione

Immediatamente a Sud di Ancona che prende il nome dal “gomito” –ANKON- disegnato dal promontorio stesso, si erge il Conero

Il Conero, emerso circa 4-5 milioni di anni fa, verso la fine del Miocene, insieme al Gargano e alle foci del Po, rimane l’unica zona di particolare importanza biologico/naturalistica, grazie ai suoi fondali rocciosi e frastagliati, ricchi di specie animali e vegetali, così rari nel lato occidentale del Bacino Adriatico.

Le profondità massime registrate davanti al Promontorio del Conero sono mediamente di 13-14 m fino ad una distanza dalla costa pari a 1000-1250 m.

Sotto costa, percorrendo il promontorio da Nord a Sud, il fondale è contraddistinto dalla natura rocciosa che rende così particolare questa zona.

Intercalate alle scogliere frastagliate si ritrovano zone sabbiose che rendono, quindi, irregolare il fondale, come per esempio, in prossimità degli scogli delle Due Sorelle dove il fondale è caratterizzato da rocce precipitate a mare con frane e da conformazioni affioranti come i due faraglioni stessi.

La sorprendente ricchezza di forme di vita che abitano i fondali del Conero ricopre ogni centimetro quadrato di scogliera e fondo sabbioso con miriadi di colori diversi. Il giallo, il rosso o il viola delle spugne si alterna al nero dei mitili (Mytilus galloprovincialis) ed al verde delle alghe tra le quali si affacciano piccoli crostacei in cerca di cibo e rifugio. Dagli anfratti della roccia spuntano aculei di ricci o tentacoli di ofiure, mentre piccoli pesci di scogliera (blennius) nuotano veloci vicino al fondo. Alla base dei massi rocciosi crostacei più grossi, come l’astice (Homarus gammarus), trovano rifugio in un compromesso di sabbia e roccia, mentre i granchi che abitano le zone molli del fondale corrono  scomparendo sotto la sabbia. Di tanto in tanto nuotatori di acque libere, come la ricciola (Seriosa dumerili), si affacciano dal blu per cacciare o osservare la vita di scogliera e spesso capita di imbattersi in banchi di novellame e d’Occhiate (Oblata melanura).

Sempre più facilmente è possibile osservare sui rami di idroidi numerose specie di nudibranchi come le iridescenti flabelline (flabellina affinis) o la Cromodoris purpurea o l’ Hypselodoris tricolor o ancora la grande Aplisia puntata che con la sua incantevole eleganza affascina i subacquei che visitano questi fondali.

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